5 cose che penso sui fatti di Colonia

Per qualche giorno non ho voluto nemmeno approfondire, per il fastidio massimo che mi provocava il tono delle notizie e sì, anche i fatti (per quello che se ne sa finora). Poi ho letto, a partire da quello che i miei amici più condividevano su Facebook. Poi ci ho pensato un po’ su, sperando che il tempo facesse sedimentare la confusione e mi permettesse di essere più incisiva. Beh, ci rinuncio. Però visto che alcuni di voi mi chiedono comunque di dire cosa ne penso, lo faccio.

  1. I fatti in sé, in realtà ancora a me non chiarissimi in alcuni aspetti, ma comunque gravissimi. Certo, anche i particolari fanno una certa differenza. Un esempio: nella fretta dei nostri media di divulgare e rapidamente interpretare inizialmente si parlava di decine se non centinaia di stupri, poi si è capito che Sexualdelikte vuol dire molestie, palpeggiamenti eccetera, il che rende più credibile – anche se comunque terribile – lo scenario della notte di Capodanno vicino alla cattedrale di Colonia. Ora, da un certo punto di vista – se vogliamo discutere dell’accaduto per quello che implica in termini di rispetto delle donne o di esperienza delle vittime – questa differenza può paradossalmente non contare granché: violenza è violenza, trauma è trauma e la mancanza di atto sessuale completo non lo rende certo tollerabile. Dal punto di vista penale, però, visto che qui subito di parla di leggi speciali per facilitare le espulsioni degli eventuali colpevoli, al momento non direi che palpeggiare e stuprare sia esattamente la stessa cosa. Tutto questo per dire che questa vaghezza e confusione non aiuta a impostare nessuna discussione nei termini corretti. Anche l’impotenza della polizia mi fa pensare: stiamo assistendo a uno spiegamento di mezzi senza precedenti rispetto all’allarme terrorismo, al limiti della militarizzazione, e la polizia presente non era in grado di intervenire per interrompere degli atti criminali? Questo significa che in situazioni di grande affollamento non si può fare comunque granché? Mi pare verosimile, ma forse sarebbe onesto dirlo comunque quando si sceglie di investire tutto sulla pubblica sicurezza. Si parla poi, un po’ a casaccio, di persone in stato di ubriachezza e di furti/borseggi: due cose che non mi paiono del tutto compatibili l’una con l’altra. Quello che emerge è che nel casino generale c’è chi se ne è approfittato in un modo chi in un altro. Era un’operazione “semi-militare”? Sinceramente a me pare un bruttissimo e estremo caso di violenza di branco, ma non mi ricorda l’attacco del Bataclan. Da nessun punto di vista.
  2. C’è stato imbarazzo perché tra i responsabili c’erano alcuni/molti/solo (non saprei quale scegliere, con le informazioni attualmente in mio possesso) rifugiati? Certamente sì. Secondo me qui c’è stata una somma di imbarazzi. L’imbarazzo della polizia che quella notte ha comunicato pubblicamente che non c’era nessun problema, pur essendo consapevole almeno in parte che non erano riusciti né a intervenire in corso d’opera né ad assistere adeguatamente le vittime; l’imbarazzo di chi ha temuto a ragione che un fatto di cronaca del genere potesse essere molto rilevante politicamente, se ben comunicato; l’imbarazzo di quelli come me che, come notava oggi la mia amica Lucrezia, vorremmo e in fondo ci aspettiamo che i rifugiati, specialmente in questo momento e con questo clima, siano bravi, irreprensibili, simpatici, eroici e ben comunicabili. Se ci si mettono pure a delinquere…

Vedo che entusiasticamente molti hanno condiviso un editoriale di Lucia Annunziata che francamente mi pare esemplare per assurdità. Non lo discuterò punto per punto, perché non ne vale la pena. Sottolineo solo un paio di concetti che sono dati per scontati e che a me invece paiono illazioni poco fondate.

3. Quello che è accaduto è stato il primo episodio di uno scontro di civiltà dei nuovi arrivati verso il nostro mondo. Quindi qui suggeriamo che tutti i nuovi arrivati (arabi, nordafricani, siriani, afgani, genericamente islamici o stranieri?) hanno una civiltà comune, che si scontra con la nostra. Che uno dei valori portanti che oppone la nostra alla loro è il rispetto della donna. Che quindi tutti gli appartenenti alla suddetta civiltà (a prescindere quindi di educazione, ceto sociale, religione – o forse sono tutti musulmani? -, età, ma soprattutto circostanze sociali in cui hanno vissuto e vivono) trovandosi sulla piazza di Colonia avrebbero minimo minimo palpeggiato se non stuprato le donne presenti, in quanto espressione della loro cultura. Mi pare che qui si spostino indebitamente i termini della questione.

4. Forse la domanda che dovremmo piuttosto farci è perché QUELLE persone si sono responsabili di atti così gravi. Perché erano musulmani? Direi di no e sinceramente non mi pare ci sia bisogno di argomentarlo. Al limite lo hanno fatto nonostante fossero musulmani (ad essere pignoli, un musulmano davvero osservante non dovrebbe essere ubriaco, né tantomeno strafatto di droghe. Quindi almeno qui le citazioni coraniche le possiamo lasciare stare, non credete?). Forse per darci una risposta dovremmo prima sapere esattamente chi sono, tanto per cominciare. Ammesso, si intende, che non ci interessi meramente strumentalizzare l’accaduto per utilizzarlo a meri fini argomentativi (i rifugiati sono pericolosi versus i rifugiati sono buoni). Direi che un problema sicuramente c’è, probabilmente più di uno.

Ma non mi accontento certo di una diagnosi come quella della Annunziata, che prelude peraltro a soluzioni creative quanto (per fortuna) impraticabili, tipo dare protezione subito a donne, bambini e anziani “per qualunque ragione arrivino” e essere molto più cauti e severi (“un percorso più lungo e approfondito”) con i giovani uomini. Mi pare che questa idea si commenti da sola. Del resto lo stesso articolo cita melodrammaticamente i fatti di Tor Sapienza – ” ricordate Tor Sapienza, la disperazione e la rabbia delle donne che raccontavano (inutilmente) le offese che subivano dai gruppi di giovani immigrati illegali parcheggiati in tutte le case di accoglienza?” – come parallelismo molto malamente scelto. Io lo ricordo benissimo cosa è successo a Tor Sapienza e anche chi lo ha organizzato. Curioso che non se lo ricordi anche la Annunziata, proprio nei giorni delle prime condanne del processo di Mafia Capitale. Insomma, se proprio ci si vuole lanciare in ampie analisi sociologiche, pretendo almeno un po’ di credibilità.

5. Quello che più mi preoccupa è che l’Europa politicamente continua a balbettare, a nascondere polvere sotto il tappeto, a alimentare degrado culturale e sociale, a investire in violenza. Non abbiamo al momento in Europa uno statista che sia in grado di (o sia interessato a) capire e interpretare le vere sfide del nostro tempo, dalle migrazioni (forzate e non) alla globalizzazione, dalle trasformazioni strutturali delle nostre società (dal punto di vista demografico, economico, sociale) alla sostenibilità ambientale. Io vedo un consiglio di Europa che si convoca e decide in base agli “umori” dell’elettorato (e agli interessi privati degli stakeholder principali, si intende) e un mondo dei media che più che informare solitamente agita emozioni (e più basse sono, più vendono). Non mi sento affatto al sicuro e non sono tranquilla per il futuro di mia figlia. Ma francamente non credo che il rischio più urgente e grave che corriamo sia essere palpeggiate da uno straniero ubriaco. Non dico che non sarebbe un’esperienza assai spiacevole, che è toccata a me più volte (soprattutto da parte di locali, in realtà) e che temo che la statistica dica che toccherà prima o poi anche a lei. Ma almeno non mi argomentate che basterebbe tenere fuori dall’Europa tutti gli stranieri per assicurarci uno splendido futuro e un’immediata crescita dei nostri diritti di donne. Questo davvero non sono disposta a berlo.

7 thoughts on “5 cose che penso sui fatti di Colonia”

  1. non direi che un politico con una visione strategica manchi in Europa.

    qui in Italia e’ pericoloso dirlo, ma la Merkel e’ davvero esemplare su tutta questa faccenda e non bada ai sondaggi, e ha una strategia.

    difficile non accorgersi che e` lei la donna vera vittima predestinata di questa incredibile corsa al linciaggio mediatico anche in Germania (anche se stanno gia’ scattando gli anticorpi tedeschi, per fortuna).

    1. …Non so se la Merkel è la “vittima predestinata”, ma Dio che bello leggere su internet l’opinione di un italiano che non vomita rancore sul cancelliere tedesco! Che ha preso in mano la situazione dei profughi, ha tolto all’Italia parecchie castagne dal fuoco, e sì, indipendentemente dall’essere d’accordo o meno con quello che fa, ha una visione di lungo termine e la porta avanti.

      1. grazie dell’apprezzamento; anche io sono contento di trovare qualcuno che riesce a misurarsi con la Merkel e con la Germania senza complessi di inferiorita’ ed odio rabbioso; forse mi aiuta essere vissuto e avere lavorato in Germania qualche anno e tornarci regolarmente ora che sono pensionato…

  2. Le cose da dire sarebbero davvero tante, e probabilmente sarebbero tutte sbagliate dato che i dettagli della storia sono pochi e ben confusi. Concordo soprattutto quando parli di imbarazzo, specie della polizia costretta a rettificare il report diffuso il 1 gennaio.
    Due appunti su quello che scrivi :
    l’idea della Annunziata di escludere i maschi single è la policy attualmente in corso in Canada con Justin Trudeau. Quando me l’hanno detto, ho pensato a una bufala, ma pare sia tutto vero (http://www.theguardian.com/world/2015/nov/24/canada-exclusion-refugees-single-syrian-men-assad-isis). Gli uomini parlano giustamente di sessismo. Il dato statistico è che gli uomini specie giovani e senza una famiglia, delinquono di più.
    Si parla di maschi e di islam, non si parla mai di povertà. Leggendo il report della polizia del 7 gennaio mi sono fatta l’idea di persone che se italiane probabilmente classificheremmo come sotto-proletariato. Non credo che sia possibile fare veramente qualcosa per loro, non più di quanto sia possibile farlo con gli ultrà che si pestano allo stadio la domenica. Ma mi piacerebbe capire che cosa è arrivato (se è arrivato) di tutta questa storia ai rifugiati e alle comunità immigrate in Germania e anche in Italia. In Italia quando un 30enne violenta una 16enne durante i fuochi della sagra paesana, arriva sempre qualcuno a chiedere che cosa ci faceva una sedicenne in giro a quell’ora la sera. Fra immigrati si fanno la stessa domanda? Ecco è lì che occorre intervenire. Anche se non so come ovviamente.

  3. …già, come sempre Chiara riesci a cogliere cose davvero importanti per la riflessione su fatti/argomenti davvero spinosi. Peccato che poi ieri sera Gramellini a “che fuori tempo che fa” abbia sposato la tesi “accogliamo vecchi, donne e bambini e con i maschi giovani andiamoci piano….” e abbia poi sottolineato che “non si può rimettere in discussione il rapporto uomo/donna nella nostra società solo perché arrivano persone provenienti da realtà tribali e patriarcali”. Si, ha detto proprio così in prima serata, nel caldo accogliente clima della trasmissione di Fazio col suo becero buonismo/qualunquismo falso progressista.
    Io so solo che questa storia di Colonia ce la stanno raccontando davvero male…. forse bisognava solo pareggiare un po’ i conti con le tante immagini di bambini senza vita, di donne in lacrime, di uomini straziati dal dolore che stavano riportando le coscienze di alcuni sull’importanza dell’accoglienza prima di tutto…

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