Sipario

E poi succede che si rimane senza parole e basta. Ieri ho ritrovato sensazioni che non ricordavo di aver provato, e invece sì, le ho riconosciute tutte. Giusto la sera prima, con un’amica, si parlava del fatto che la memoria del trauma è nel corpo. Quanto è vero.

Io da ieri ad esempio ho i crampi alle gambe. Mi era successo anche venti anni fa, quando per la prima e unica volta della mia vita sono scappata dal lavoro e barcollavo davanti a una fontanella in una traversa della via Flaminia.

Il rumore nella testa è assordante. Il dubbio logora, ma la certezza che non verrà mai più sciolto toglie la luce e il respiro in un modo del tutto diverso. Restano davvero solo i miei pensieri, le mie fantasie, i miei ricordi della cui affidabilità non sono più sicura. Le domande che è inutile farsi e che so già che mi farò per i prossimi 20 anni, perché da quando ho cominciato per la prima volta non ho più smesso. E mi è familiare anche l’orrore delle cose lette qua e là, dette a mezza bocca o anche solo insinuate. “Non fate troppi pettegolezzi”, diceva bene Pavese.

Ancora una volta, si ricomincia da capo. I miei sogni di stanotte, didascalici e ingenui, mi fanno tenerezza. So cosa mi devo raccontare per andare avanti e prima o poi me ne convincerò anche io.

2002-2012-2022. A cadenza decennale mi ritrovo ad affrontare l’impensabile e l’indicibile. Mi ricordo che l’ho già fatto, quindi. La cosa non mi conforta, ma in un certo senso prova che si possono mettere anche questi traumi nuovi da qualche parte e portarseli dietro. Dove me lo porterò, poi. La voglia di rimettersi in cammino in questo momento vacilla.

Mi sforzo di ricordare che non sono io la protagonista di questo dolore. A rigore sono solo una che passava vicino ed è stata investita dall’onda d’urto. Mi fanno tristezza quelli che sgomitano per accaparrarsi un posto in prima fila nelle tragedie. Non inizierò adesso.

Martedì mattina, a Palermo, ho scritto due nomi sul registro davanti alla statua della Madonna del Rosario. Accanto al primo ho precisato che non sapevo perché avesse bisogno di protezione (ma confidavo che la Madonna al contrario di me lo sapesse). Questo mio pensiero ingenuo e goffo non ha prodotto un miracolo. Non ho abbastanza fede, per questo. Ma voglio pensare che qualche effetto misterioso, che né io né altri sapremo mai, l’abbia comunque avuto.

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