Andata


Consuntivo meditativo. Siamo arrivati alla fine della giornata di oggi. L’evento al lavoro è stato un successo, sul sito del Centro Astalli ne trovate traccia. I liceali non erano tutte belve. L’autrice del racconto vincitore, in prima pagina su l’Unità di oggi, è risultata essere uno scricciolino biondo di 14 anni. Emozionatissima quando Massimo Wertmuller – che peraltro è un’ottima persona – l’ha premiata e ha letto il suo scritto, che come lo leggeva lui era tutta un’altra cosa. Dopo poco era a piazza del Collegio Romano a mangiarsi la solita pizza al taglio con un’amica. Mi ha fatto tenerezza. Un altro dei premiati era un ragazzone alto e biondo, con la faccia aperta e un bel sorriso pulito. Le seconde classificate, tre, sono arrivate accompagnate dalle loro professoresse, orgogliose come se le premiate fossero state loro… Un’ultima notazione: ha suonato un gruppo davvero notevole. Hanno un nome impresentabile: Spacciatori di sogni, costruttori di speranze. Ma spero davvero che diventino famosi, se lo meritano proprio.

Nizam stamattina mi ha mandato un sms che mi ha commosso: “Sono alla stalla. Qui non è cambiato niente. Una bella giornata. Un bacio”. Ieri mi era parso un po’ frastornato, me lo sono immaginato che si rifugiava dai suoi animali. Poi l’ho chiamato lì a casa ed è stato bello sentire la sua voce, sentire le domande di tutti i giorni su Meryem, sulla mia giornata.

Ora sto qui a godermi questa serata tranquilla e silenziosa. Mi sono concessa una cena a base di polpettone e una lunga doccia. Domani ho risolto grazie all’intervento stile “dea ex machina” di mia sorella Vittoria. Tra un po’ vado a guardarmi la mia bimba che dorme. Ultimamente mi viene vicino e mi dà i baci.

Schivando ostacoli


Reality, giorno due. Dalla Turchia arrivano notizie rassicuranti: i nostri eroi sono arrivati a destinazione, perdendo solo una valigia su tre nel tragitto (conteneva praticamente solo vestiti del fratello di Nizam, quindi poco male!). La sottoscritta stamattina ha fatto percorso netto: si è svegliata prima della guerrigliera, ha adottato una tenuta consona sia ad un evento pubblico che vedrà la partecipazione di Massimo Wertmuller sia a tutti gli eventi privati successivi, ha somministrato alla bambina frattanto svegliatasi il termometo, la suppostina e persinanco le gocce di argento proteinato. I vicini hanno chiamato il telefono azzurro, ma gli assistenti sociali non la troveranno a casa: fatta una rapida colazione, ha infatti depositato la fanciulla al nido, reggendo con nonchalance lo sguardo inquisitorio della maestra (“Come sta?”; risposta: “Benissimo! L’ho solo tenuta a casa per precauzione tre giorni, affinché affrontasse più florida gli ultimi due giorni della settimana”).

Ostacoli di oggi: a parte le orde urlanti di liceali in arrivo presso il nostro ufficio (se ne stimano 450, con tanto di torpedone da Brindisi) e le potenziali vaccinazioni di oggi (ok, sarebbe stato meglio rimandarle: ma io intanto ce la porto e mi affido alla bontà del personale ASL, che se si decidesse di procedere così mi darebbe un altro appuntamento: non credo di farcela a telefonare, come si dovrebbe, tra le 12.30 e le 13.15) nulla di rilevante. Ah sì: martedì sarò senza babysitter. Ma mancano diversi giorni ad allora.

Imprevisti e possibilità: mia sorella è tra le organizzatrici della manifestazione “La mia scuola dice no” presso la scuola elementare del mio quartiere. Se Meryem non ha tracolli sanitari, ci potremmo fare un salto…

Aggiornamento: ho parlato troppo presto. Sono senza babysitter anche domani. Riusciranno i nostri eroi…

Reality, giorno uno


Reality, giorno uno. Come da regolamento, i nostri protagonisti sono stati brutalmente separati. Tutto secondo copione, compresa la litigata della sera prima che ha rovinato irrimediabilmente gli ultimi scampoli di tempo insieme. Mentre i partenti sono a Fiumicino, incerti se pagare 250 euro di sovrattassa o buttare una delle tre valigie nel cestino più vicino, la nostra protagonista è nel suo sotterraneo a lavorare.

Ostacoli di oggi: bambina raffreddata da far guarire in giornata nonostante le intenzioni della tata di portarla al parco a correre al vento; riunione strategica con inizio presunto alle 16.30 dall’altro capo della città, che renderà impossibile il rientro canonico della sottoscritta alle 18; necessità impellente di chiudere o quasi un orrendo progetto che sto scrivendo e di non ammazzare alcun collega prima di averlo concluso. Imprevisti e possibilità: cacarella della protagonista. A proposito: la guarnizione dello sciacquone mi sta abbandonando e ad ogni scarico dal mio bagno proviene un’inquietante serie di barriti. Forse i vicini chiameranno il pronto intervento del Bioparco.


Oggi sono molto infastidita. Il rafreddore di Meryem non migliora, anzi. Nizam parte domattina. Troppe cose non vanno come vorrei. Diciamo che mi sono alzata con il piede sbagliato, va.


La prima febbre della stagione è arrivata. Il weekend è stato divertente e rigenerante, ma questa settimana parte decisamente in salita. Sta anche per cominciare il mio personale reality: 22 giorni sola con Meryem. Se il buon giorno si vede dal mattino, sarà avvincente.


Siete per caso tra quelli che hanno destinato il loro 8 per mille allo Stato per "per interventi straordinari per fame nel mondo, calamità naturali, assistenza ai rifugiati e conservazione di beni culturali" (come prevede la legge?). Magari lo avete fatto perché siete laici e perché condividete la destinazione di quei fondi a queste specifiche finalità? Allora è bene che sappiate una cosa. Dei circa 90 milioni di euro accumulati per il 2008 in questo modo, indovinate quanti verranno usati per le finalità di cui sopra? Poco più di tre e mezzo. Che finanzieranno sette progetti di risposta a calamità naturali (peraltro debitamente lottizzati, come si evince dal dibattito parlamentare). E la fame nel mondo? E i rifugiati? E i beni culturali? Purtroppo i restanti 86 milioni e mezzo circa non ci sono più. Sono stati usati, in massima parte, per finanziare il taglio dell’ICI. A voi non pare una truffa? A me sì. Per fortuna il mio 8 per mille micragnoso l’ho dato ai valdesi.


Oggi il mio oroscopo su e-polis diceva che la serata non sarebbe stata il massimo. Ora mi chiedo: data una mattinata di merda, secondo voi la serata deve essere necessariamente peggio? Spero davvero di no… perché per una volta avrei dei programmi. Matrimonio a Grottaferrata. Riusciranno i nostri eroi?


Dopo due notti di risvegli notturni (denti? incubi? paturnie?) e sospette alterazioni mattutine della temperatura di Meryem, mi dichiaro ufficialmente in apnea. Devo arrivare alla fine di questa settimana e poi ricominciare la prossima un po’ più carica. Funzionerà, certo che funzionerà.


Ho fatto anche questa esperienza. Un bel concorso pubblico, due scritti uno dietro l’altro, possibilità di accedere all’unico posto disponibile praticamente zero. Superato il mal di mano e la botta del calo di tensione mi sento però di dirmi "brava lo stesso". Non era facile scrivere un tema complesso e articolato in 4 ore. Non era facile vincere l’impulso di fuggire davanti a una seconda prova di cui so molto meno di chiunque sia archeologo (il 90% dei presenti, credo) e cercare in ogni caso di scriverci qualcosa di dignitoso. Ho usato al 100% tutta la poca preparazione ad hoc che ero riuscita a farmi. Ho cercato anche di vaorizzare tutto il resto. Non so se passerò agli orali, ne dubito fortemente. Ma in questo momento non mi era possibile fare meglio e tutto sommato credo che non fosse inutile per me farlo. Se anche non passerò la prima selezione, non avrò comunque fatto una figuraccia. E ho dimostrato a me stessa che so ancora muovermi nel campo che una volta era il mio con l’antico amore. Non è poco.

Il lato rapporti umani del concorso è stato tutto sommato gradevole. Con un’unica eccezione, ci siamo  ritrovati tutti lì (ex colleghi, amici, conoscenti, gente incrociata a convegni, etc) in un clima sereno e amichevole. Anche questo non è ovvio, considerato che siamo una bella armata brancaleone di almeno trentenni (ma più trentacinquenni/quarantenni) ingoiatori di rospi e ricevitori di batoste da quando ne avevano poco più di 20. Che tutti ci siamo dovuti inventare modi creativi di sbarcare il lunario e qualcuno c’è riuscito faticosamente e qualcuno no. Che tra noi c’è anche chi non si è potuto permettere di fare un progetto personale, di mettere su famiglia, di ambire a una vita come tutti perché ha continuato a inseguire chimere accademiche e promesse vaghe, lavorando gratis a prestigiosi progetti che curiosamente hanno in comune la caratteristica di non prevedere una voce di budget per pagare chi li realizza.


E’ un momento un po’ difficile. Passerà. Lunedì ho scelto di sottopormi a una prova emotiva verso cui ostento disinvoltura, ma che in realtà mi porta a fare i conti con una parte del mio passato che mi fa male. E il momento dei conti continuerà, nelle settimane a venire.