Mamma, chi voti?

“Mamma, ma tu voti?” Sì, Guerrigliera, rispondo sospirando. Un sospiro che è tutto un programma. “E papà?” No, Guerrigliera. Paga più tasse lui da 14 anni a questa parte di buona parte delle persone che conosco, eppure no, lui non è europeo. Ergo non vota.

“E chi voti?”. Oddio. Non lo so, sono indecisa. “Ma devi decidere!”. Temo proprio di sì. “Sei indecisa tra due?”. Sì. “Ti piacciono tutti e due?”. Non esattamente, Guerrigliera. Vuoi la verità? Allora sarò brutale. Se elimino tutti quelli che mai e poi mai potrei sopportare di votare, ne restano due. Però ci sono cose che non mi piacciono anche in questi due. E allora il mio problema è capire quali siano le più importanti. “Ti dò un consiglio, mamma: fai una lista delle cose che ti piacciono di uno, poi una lista delle cose che ti piacciono dell’altro e a quel punto conti chi ne ha di più”. Ecco, non è un’idea malvagia. Quasi quasi… Però il mio problema sai qual è, Guerrigliera? E’ che questa volta ho la sensazione di non avere abbastanza informazioni. E quindi leggo, leggo, e ogni volta che sto per decidermi leggo qualcosaltro che mi fa dubitare di nuovo.

Giorni fa ho letto questo, e quasi mi ero convinta. Oggi leggo questo e il mio cuore vacilla ancora, più che mai. Perché, ve lo confesso, io sono di sinistra. Una sinistra tutta mia, forse. Una sinistra ideale, una sinistra che crede nelle utopie come sguardo che si alza sopra l’orizzonte delle beghe piccole e dei privati interessi. Una sinistra impastata di bene comune, giustizia sociale, Europa e mondo. Ma esiste, questa sinistra?

A anni 41 suonati, 15 dei quali trascorsi nell’arena dell’immigrazione, la disillusione è ai massimi livelli. Conosco e stimo alcuni (pochi) che hanno fatto politica, così come conosco e stimo alcuni (pochi) che hanno trovato nell’università o nella scuola un’occasione di lavorare seriamente. Ma poi lo sguardo cade sul carrozzone, sulle dichiarazioni qualunquiste, sugli slogan infelici. E mi imbarazzo. Mi cascano le braccia. Mi scoraggio.

“Mamma, ma tu voti?”. E certo che voto. Come potrei non votare? Fosse solo per manifestare il mio profondo dissenso, voterò. Anzi, di più. Voterò immaginando che a qualcosa serva. Voterò sperando di capire, un giorno, come restituire un senso a questo mio voto.

P.S. No, non ho ancora deciso al 100%. Se vi sentite di aggiungere consigli, argomentate pure.

 

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