Il sabato è stato salvato in corner con una bella passeggiata a piazza Navona, che ha deliziato Meryem. Il tempo questi giorni è perfetto: sole, cielo azzurro intenso e vento freddino. Mette voglia di uscire, di camminare e di fare cose. Non è che ne facciamo tante, a dir la verità. Però va bene lo stesso.
Adoro abitare a Roma. Anche se non esco più tanto, se non giro come una pazza tra un’attività e l’altra. Già l’idea di andare in ufficio attraversando il Tevere mi ringalluzzisce. C’è quel panorama dell’isola Tiberina, con la sinagoga sullo sfondo e il ponte rotto – e se ti giri dall’altra parte, ti becchi anche il Gianicolo e la cupola di S.Pietro – che ti rimette al mondo anche nella più deprimente delle giornate. Un giorno che tornavo dall’ufficio ho visto un arcobaleno perfetto proprio sopra il fiume, da una sponda all’altra. Disegnato come nei cartoni animati. E allora che ti frega se il tram è un po’ affollato, se dai finestrini vedi questo? Se poi uno non è in ritardo, può anche scendere alla fermata prima del ponte e farsela a piedi fino a Largo Argentina, fermandosi a metà del ponte a guardare il fiume da una specie di piccola terrazza. I gabbiani ti volano davanti – di solito ce n’è sempre uno posato sulla testa della statua sul tetto dell’ospedale.
Poi c’è l’altro ponte, quello del mattatoio. Più intimistico e adatto alle riflessioni serie. Quando avevo il mio cane stupendo, che dà il nome a questo blog, io e lei camminavamo a lungo da quelle parti. Alberi grandi, strade trafficate ma anche silenziose, specialmente di domenica mattina. Io pensavo a una vita che sembrava senza via d’uscita e, più tardi, a un cambiamento radicale che non riuscivo a immaginare fino in fondo. Chissà che pensava lei.
