Quel momento indimenticabile

Kura, mi dice Wikipedia, è il nome di una divinità eblaita. E questo, visto il mio passato accademico, dovevo saperlo da me. Kura è anche il nome di un fiume caucasico, un gioco di squadra nordafricano, un gruppo etnico del Brasile e una sella giapponese. Ma Kura è, soprattutto, un letto Ikea. Il letto Ikea che, incautamente, ho fatto desiderare alla Guerrigliera, visto che un’amica me lo cedeva graziosamente di seconda mano.

In quella funesta domenica pomeriggio in cui ci siamo caricati i componenti del mostro, ignoravo ancora la polisemia che vi ho appena descritto. Kura mi pareva un nome come un altro. E invece no. E’ il nome di una divinità (ostile e certamente da noi offesa con qualche gesto inconsapevole quanto irreparabile), è un fiume in cui affogare lentamente il progettista di questo arredo, che probabilmente richiederebbe un’intera squadra del gioco nordafricano per sopravvivere al suo montaggio. Insomma, se nomina sunt consequentia rerum, avrei dovuto affrontare la cosa meno a cuor leggero.

Vi risparmio la descrizione drammatica del nostro primo fallimento. I pezzi scomposti e sogghignanti di Kura giacevano disseminati per il nostro pavimento fino a ieri. Il kebabbaro però si è preso la sua rivincita. Alla fine ha domato il mostro (e senza usare nessuna sella giapponese). Tuttavia il processo non è stato indolore. Ikea è un sistema profondamente moralistico. Si suppone che si seguano le istruzioni pedissequamente. Se si cercano vie alternative, il malcapitato montatore atipico si merita una piccola o grande punizione per la sua hybris.

Avete mai provato a sfidare il libretto di istruzioni Ikea? Se ci avete provato almeno una volta, sono certa che conosciate bene quel tragico, subitaneo istante. Quello che segue immediatamente la certezza che ce l’avete fatta. Ed ecco che, non appena avete stretto con la vostra brugola (regolamentare o meno) fino all’ultima vite, vi apprestate all’ultima operazione accessoria, nel nostro caso il montaggio del piolo della scaletta. E’ esattamente in quel momento che lo sguardo vi cade sul buchino, piccolo ma indispensabile, che non si trova lì dove tu te lo aspetti. Che non si trova proprio. La superficie è implacabilmente e inesorabilmente liscia. Allora il tuo sguardo interrogativo si solleva e, di colpo, lo sai con certezza. Hai invertito i primi due pezzi.

7 thoughts on “Quel momento indimenticabile”

  1. Noi abbiamo una libreria (utilizzata come credenza open space!) montata per sempre al contrario e mail più rimessa a posto… Anche noi avevamo montato i primi due pezzi al contrario. Coraggio!

  2. noi ci siamo fermati ad un paio di scarpiere, montate con grande fatica e con sudore e imprecazioni varie della serie mai più mai più mai più…..per le lampade invece siamo bravetti….

  3. e quando rimontiamo le cose spostate, smontate, riciclate, teniamo sempre sottomano un paio di angoli, quelli che bloccano tutto ermeticamente e sai che dopo difficilmente rimonterai o smonterai

  4. errare humanum, perseverare diabolicum! Non era tua la famosa libreria ikea montata al contrario e rimesta così nei secoli?!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...