Ieri sera abbiamo preso una decisione un po’ sofferta. Iniziamo dall’inizio. Mia sorella Marina (la mamma super accessoriata) si era offerta di pagarci due settimane di vacanze di sogno in un albergo carinissimo vicino Madonna di Campiglio. Bellissimo, ma per andarci con una bambina così piccola serve per forza una macchina. Ora la macchina di cui disponiamo, una Tipo vecchissima, non è in condizioni di affrontare un viaggio così lungo. E’ almeno da gennaio che meditiamo di cambiarla con una familiare, ma le finanze sono quello che sono e non ci siamo mai decisi. Da una macchina nuova siamo passati all’idea, più ragionevole, di una macchina usata, ma anche lì non abbiamo trovato nulla che ci convincesse – a onor del vero non abbiamo neanche cercato granché. Mio cognato a quel punto ci ha offerto la sua Alfa 156 Station Wagon a un prezzo obiettivamente stracciatissimo. Ci abbiamo pensato per mesi, lui ha persino migliorato ulteriormente l’offerta. Ma alla fine, arrivati al termine che ci eravamo auto-dati (ieri) non ce la siamo sentita di prendere una macchina che pur costando obiettivamente poco per quel che vale, è comunque un po’ troppo costosa da mantenere e soprattutto non è esattamente quello che ci serve. E’ sicuramente più ragionevole aspettare ancora e trovare con calma una familiare usata più adatta alle nostre reali esigenze. E così, a meno di colpi di scena dell’ultimo minuto, saltano anche le vacanze. Mi dispiace davvero e anche mia sorella è molto dispiaciuta. Ma alla fine ci siamo resi conto che questo pensiero delle vacanze incideva troppo nella nostra decisione. Non si può fare un acquisto così impegnativo solo (o prevalentemente) perché si è pressati dalla voglia di quindici giorni di vacanza. A questo punto bisognerà cercare soluzioni alternative: qualcuno conosce un posto di montagna economico, adatto a una bimba di due mesi e che non disti troppo da Roma – o, in alternativa, che sia comodamente raggiungibile e fruibile senza macchina? 


Ieri, in ossequio ai vostri consigli, ho sfoderato il marsupio Baby Bjorg ereditato dalla mia sorella super accessoriata. Volevo capire come si montava e familiarizzarmici un po’ prima di introdurvi la belvetta. Nel giro di trenta secondi, Nizam se ne è impossessato, l’ha montato, ci ha infilato dentro Meryem e ha iniziato a percorrere il corridoio a grandi balzi, urlando "Kangaruuu". Secondo voi mi devo preoccupare?

Pista nera


Ci sono cose che una mamma tedesca non immaginerebbe mai. Ad esempio il grado di difficoltà della passaggiata media in carrozzina per le strade di Roma. Il mio quartiere, in particolare, è una pista nera. Buche, voragini sparse, radici, pozze di fanghiglia anche se sono secoli che non piove, tappeti di frutti spiaccicati, cacche di cane, macchine parcheggiate sul marciapiede… Nizam, che è un ottimista, dice che così è più divertente. Certamente è un modo di socializzare. Negli ultimi tre giorni ho collezionato un discreto numero di salvatori/salvatrici che mi hanno gentilmente disincagliato da situazioni di empasse. Ma la passeggiata è un’arte a cui comincio a prendere gusto.

Tra poco abbiamo la prima visita dalla pediatra e per la prima volta uscirò con Meryem in braccio, senza carrozzina: su suggerimento della stessa dottoressa, visto che stiamo a due passi due, non mi cimenterò nell’impresa impossibile di introdurre la carrozzina nella palazzina dove ha lo studio. Tra paletti e gradini, da sola è pressoché infattibile. Nizam lo aveva detto subito: “Ma prendila in braccio e vacci così. Quando noi eravamo piccoli le carrozzine non c’erano e non è mai morto nessuno”. Ma io diffidavo. Quando me l’ha detto la pediatra, ovviamente, la cosa mi è parsa fattibile. Il curdo ha scosso la testa, rassegnato.

Per incoraggiarmi, elencherò le cose in cui sto diventando più sciolta:

1. allattare

2. cambio pannolini, anche con difficoltà aggiuntive in corso d’opera (i genitori sanno a cosa mi riferisco)

3. cambio body

4. introdurre ed estrarre la carrozzina dall’ascensore di casa mia

E ora le cose da perfezionare urgentemente:

1. far passare la carrozzina tenendo aperto il portone della palazzina e/o il cancelletto del vialetto condominiale

2. sviluppare strategie di placamento belva diverse dal nutrirla.

Su quest’ultimo punto, Nizam mi dà veramente i punti. Se ne inventa sempre una nuova che, di solito, funziona. Ieri è arrivato trionfante cullando la piccola in un asciugamano a mo’ di amaca. La sua teoria è che, avendo la bambina sangue straniero, non si adattano a lei metodi troppo “europei” (o, come dice lui, “europeèni”), ovvero carezzine, bacini, ninna-nanne sdolcinate e sussurri. Sarà vero? A giudicare dalla simpatica attitudine a graffiarmi l’avambraccio per esprimere il suo affetto, potrebbe darsi di sì.

Excusatio non petita…


Sta finendo anche giugno. Di tanto in tanto in questi giorni ho pensato che è un po’ strano che in questo blog io stia scrivendo solo di Meryem, se dorme, quanto dorme, se mangia, quanto mangia (mi darete atto che l’avvincente argomento cacca finora ve l’ho risparmiato). O forse non è strano affatto, ma non posso che prendere atto di essere arrivata a una situazione diametralmente opposta da quelle di partenza: quando ho aperto il mio primo blog, quello sui rifugiati, mi ero ripromessa di scrivere solo ciò che in un certo senso “meritava” di essere scritto. Alcuni dei primi post erano, se non letterariamente belli, almeno molto sentiti. Poi c’è stato un grande cambiamento – molti grandi cambiamenti – e prima ho ceduto al blog come diario adolescenziale e infine ho scoperto il suo potenziale più grande: diventare un luogo di socializzazione.

Ora, non vorrei che pensaste che non mi importa più di tutto il resto. Dell’orientalistica e della tragedia dell’università e della ricerca; dell’immigrazione e dell’asilo, che nel frattempo è diventato un po’ il mio lavoro, e di tutto quello che c’è dietro; della “politica”, che a tratti non si sa nemmeno più che voglia dire. Mi importa perché, anche se un po’ travolta dagli eventi, sono sempre io. E si aggiungono anche altri argomenti, più connessi al mio nuovo ruolo, di cui avrei voglia di parlare. Il principale è senz’altro il tema dell’educazione, in particolare della scuola primaria. Attraverso i miei nipoti più piccoli assisto a situazioni che mi lasciano molto perplessa e di cui credo varrebbe la pena di discutere. Solo un esempio, ché la belvetta mi reclama: vi pare normale che all’animazione estiva organizzata dalla scuola si organizzi una sfilata in cui le bambine (6-7 anni) fanno una passerella e i maschietti danno loro dei voti? Quando mia sorella ha chiesto lumi su come dovesse vestire la bambina – la povera ingenua inizialmente pensava a una sorta di sfilata di Carnevale – le è stato risposto testualmente: “Me no, signora, i vestiti non servono. E’ più che altro una questione di portamento. Magari le metta una magliettina corta”. Ma a voi pare normale?

Primi giorni


Ecco la documentazione di questi primi dieci giorni a casa: http://picasaweb.google.it/chiara.peri/PrimiGiorni. Noterete una costante: il sonno dei genitori…

A proposito: qualcuno mi sa dire come faccio a raggruppare i link delle foto sotto un titoletto a parte, tipo “il mio archivio”, per intenderci? Sono assolutamente succube del template preconfezionato…


I manuali dicono che prima dei 3 mesi i capricci non esistono. Ok. Quindi come devo interpretare le feroci rappresaglie notturne di Meryem, che si placano come per magia quando, stremati, la lasciamo dormire nel nostro letto? Oggi abbiamo resistito strenuamente dalle nove all’una e mezza e poi di nuovo dalle tre alle quattro. Ma poi basta. Molto diseducativo…

Aggiornamento. Quello che mi lascia perplessa è che di giorno non ha alcun problema a dormire nella carrozzina… Comunque va anche detto che stanotte non ci sono stati problemi di sorta. Dopo mangiato smania un po’, ma forse è il latte che sta cambiando. Comunque lunedìabbiamo appuntamento dalla pediatra, che a prima vista mi è parsa una persona sumpatica e assennata. Insomma, ci ho parlato due minuti soltanto, ma mi ha fatto una buona impressione.


Oggi, grazie alla collaborazione di zia Serena, Meryem è uscita per conquistarsi i primi mattoncini della sua cittadinanza: codice fiscale e tessera sanitaria. Siamo riuscite a farci assegnare una pediatra praticamente sotto casa e di cui mi hanno anche parlato bene. Insomma, nonostante la notte impegnativa, oggi mi sento ottimista. Poi siamo andate a trovare la nonna e abbiamo persino fatto un po’ di spesa. Seil tempo si mantiene fresco, uscire un po’ cambia davvero la vita…


Stamattina in teoria dovrei essere spumeggiante. La notte è andata insolitamente bene, risvegli cadenzati ogni 4 (quattro!!!) ore e riaddormentamenti relativamente agevoli (a parte la poppata del lupo mannaro di mezzanotte e mezza, ovviamente: ma anche in quel caso ce la siamo cavata con due-tre tentativi. A proposito: dopo aver letto le descrizioni di Francesca, non direi proprio che siano colichette. Si tratta di qualcosa di molto più soft: sete, caldo, un po’ di singhiozzo). Quindi ho dormito un numero di ore ragionevole. Il sole cocente di ieri apparentemente è meno forte. Il sudore in cui nuotavamo io e la piccola è dunque sceso di livello. E allora perché mi sento del tutto spompata? Ho il sospetto di avere la pressione un po’ sotto le scarpe: uscita dalla doccia vedevo girare puntini luminosi. Nizam ha tentato di rincuorarmi dicendo che sembra meno caldo, ma in realtà c’è un tasso di umidità da foresta amazzonica. Meno male che giugno era il mese perfetto per le nascite: se continua così Meryem crescerà tappata in casa fino ai sei mesi! Del resto se mi lanciassi in ardite passeggiate allo stato attuale mi ritroverei con un arrosticino. Ieri alle 7.00 faceva 32° e alle 18.00 più o meno lo stesso.  Oggi avevo progettato persino dei giretti di natura burocratica: codice fiscale, scelta del pediatra. Non credo proprio che sarà possibile.

Ieri ho noleggiato una fantasmagorica bilancia (che comunque non intendo usare più di una volta a settimana). Alla pesata di prova (vestita e dopo la poppata) la fanciulla superava i kg 3,800. Direi che il calo fisiologico l’ha recuperato tutto…

La cameretta!


Ultimissimi accessori per la cameretta di Meryem! Grazie a tutti i partecipanti al regalo…

Che poi sono in gran parte le stesse persone che, al funerale del mio papà (gennaio 2006) mi hanno portato un biglietto con scritta questa benedizione irlandese:

Possa la strada venirti incontro

Possa il vento soffiare sempre alle tue spalle

Possa il sole brillare caldo sul tuo viso

Possa la pioggia cadere sui tuoi campi

E sino a quando non c’incontreremo di nuovo

Possa Dio tenerti sul palmo della Sua mano.

Ecco, io credo che queste parole bellissime siano molto adatte anche a una vita che comincia. E allora le dedico a Meryem e a tutti gli altri bambini nati da poco, figli di chi legge questo blog.


Quello che i manuali non spiegano: La poppata del lupo mannaro

Premesso che Meryem è una bambina relativamente affrontabile, c’è una cosa che mi lascia perplessa. Perché mentre durante il giorno dopo mangiato di solito crolla addormentata, dopo la poppata di mezzanotte inizia a urlare come un’ossessa e va avanti per ore? Cerco di darmi spiegazioni razionali (coliche, caldo, singhiozzo, crampi, etc), ma continuo a non spiegarmi perché ciò si manifesti solo da mezzanotte alle due. Che c’entri la luna anche questa volta?