Non sono abituata

Non sono abituata a essere così “mainstream”. Più precisamente, non sono abituata al fatto che quello che solitamente ci diciamo tra noi risuoni in bocca a un Papa. Tante, troppo parole vengono aggiunge in queste ore. Un po’ di silenzio non guasterebbe, adesso. Non facciamo come i giornalisti che conducono le dirette, che a ogni pausa si facevano prendere dall’horror vacui e inanellavano banalità alternate a sciocchezze.

Solo un paio di sottolineature però concedetemele, poi cercherò di tacermi anche io. Le letture scelte. Caino e Abele e poi la fuga in Egitto (la storia di quando Gesù e la sua famiglia sono stati rifugiati, quella stessa scena illustrata da un artista etiope rifugiato nella cappellina del centro Astalli) e la strage degli innocenti. L’omelia, tutta incentrata sulla responsabilità, che cita Lope De Vega e Manzoni. Parole forti, poco diplomatiche.

Un commentatore, su RaiNews24, sosteneva che il Papa starebbe evitando le questioni politicamente più sensibili per insistere sulle questioni sociali, di per sé più “trasversali”. Non potrei essere meno d’accordo. So per esperienza quanto politicamente sensibile siano quell’isola, quel molo, quei barconi, quei morti. Tanto politicamente sensibili che questa stessa diretta televisiva, appena quattro anni e spicci fa, trasmetteva le parole di un ministro che inneggiava ai respingimenti in Libia. Ve lo ricordate? Io ne ho parlato molte volte su questo blog (ad esempio qui).

Già nel discorso di insediamento della Boldrini alla Camera sentire menzionati i morti del Mediterraneo è stato per noi segno di speranza e di consolazione. Ma subito si è detto: beh, ne parla perché è stato il suo lavoro fino ad oggi, è un tratto personalistico, si poteva aspettarselo. Ora mi chiedo se questo gesto papale fortissimo, anche in termini di comunicazione, cambierà qualcosa. Voi che pensate?

2 thoughts on “Non sono abituata”

  1. penso che la situazione è molto complessa e parte da lontano
    l’unica cosa che ha detto che mi è piaciuta è di responsabilità di mondiali
    si mondiali
    di chi vuole l’africa in povertà
    di chi ha ammazzato ghedaffi che voleva costiture gl istati uniti d’africa con la loro moneta
    di chi per ineteresse e potere ci tiene a mantenerli in servitù e povertà
    ma penso a tanti italiani che campano male e a quanti non hanno un sussidio a fine mese
    un’opportunità è eticamente giusto darla ma non si parli di responsabilità di coimuni mortali
    perchè divento cattiva
    quanti deliquenti sbarcano da quesi 3 metri di barca e quanti minori arrivano senza genitori perchè qualcuno ha dato adito alla speranza di avere la nazionalità italiana
    per cosa poi
    per fare la fame come noi?

  2. Redattore Sociale ha fatto un bel lancio lancio, ieri (9 luglio) in proposito: non più clandestini ma profughi. Per il resto un carrozzone inenarrabile di persone che si sono accodate al discorso di Bergoglio, e qualche mente acuta che ha pensato bene di ricordare che una cosa è predicare, l’altra governare. Ma fino a quando i media e i politici italiani penseranno che il sociale non è (anche) politico, avremo una classe politica abbarbicata dentro il palazzo e persone fuori che muoiono per incompetenza e cialtroneria (oltre che per scelta deliberata)

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