Quando ti tocca una riunione in una classe dove le sedioline sono alte quanto l’attaccatura del tuo polpaccio e la superficie copre a mala pena un quadrante del tuo sedere, non si parte bene. Tuttavia ero fedele al mio proposito: oggi mi sarei riscattata dalla mosceria di ieri. Parola d’ordine: positività. O almeno una distaccata ironia. Quindi cercavo di concentrarmi sui punti positivi della semestrale riunione di classe, che vado ad elencarvi:
– Avevo efficacemente piazzato la Guerrigliera da un’amichetta. Per una volta, non ho passato la riunione a guardare l’orologio (di solito tata Silvana il giovedì, giorno fisso di ogni riunione scolastica, va in palestra).
– C’erano un sacco di facce nuove (no, non quelle delle maestre… peccato). E ne mancavano molte altre. A parte le maestre di sostegno, senza le quali non so davvero come ce la caveremo, e qualche sporadica eccezione, non ho avuto grandi attacchi di nostalgia.
– In modo del tutto inaspettato, una mamma si è autocandidata al ruolo di rappresentante di classe, ha preso appunti per il verbale, si era portata fogli prestampati per prendere nota dei molti nuovi recapiti, ha diligentemente riscosso le quote per il fondo cassa, essendosi portata anche degli spicci per i resti. Trasecolo. Tanta efficienza in quel contesto non mi aspettavo davvero di vederla. I miracoli esistono.
Tutto ciò potrà compensare la ferale notizia che si lavorerà sul riuso del legno e che quindi ci beccheremo gli immancabili lavoretti fatti con le mollette? Io ancora ricordo una agghiacciante sedia a dondolo da me assemblata quando avevo circa l’età di mia figlia. Una roba da galleria degli orrori. Per non parlare del mercatino di Natale. Speriamo che ci sia risparmiata la gara delle torte cotte dalle mamme (con relativa rissa finale).
Censuro anche l’alata quanto inutile discussione sulla “procedura di pulitura culetti”. Tanto l’unico modo possibile è ciò che le onnipotenti bidelle decretano di volta in volta. Un padre di quelli pago-pretendo, che peraltro si distraeva continuamente mandando mail dallo smartphone (o cazzeggiando, chissà), ha offerto di risolvere il problema acquistando scorte ulteriori di salviettine umidificate. Le maestre hanno precisato che l’area bagni non è di loro competenza.
Dimenticavo un altro lato positivo: in un’oretta era tutto finito.
Buon anno scolastico anche a voi!



Il libro, che era proprio How to be an Alien, era in un certo senso un libro di testo. Il professore del mio corso estivo ci aveva ordinato di procurarcelo e alla fine di ogni lezione se ne leggeva un brano. E’ una di quelle letture che è letteralmente saltata fuori dalle pagine stampate per fondersi con il mio DNA. Non posso pensare di fare una battuta di spirito, di scrivere un pezzo divertente, di leggere una situazione con ironia senza dover riconoscere una parte di merito a questo giornalista ungherese naturalizzato britannico.