Anche questo Natale in famiglia è andato. Con qualche colpo di scena e qualche falso allarme, meno mugugni del solito e i soliti preparativi irrazionali dell’ultimo minuto. Il cibo fin troppo abbondante, i regali – che pure abbiamo cercato di contenere – debitamente ammucchiati sotto l’albero. Le canzoni in coro, ma nessuna poesia (Meryem si è rifiutata), il pan brioche per far contenta mia madre, ma anche le lasagne (che mia figlia ha definito, facendomi fare la solita figura da madre degenere, “molto, molto più buone di quelle del bar”. Come se la nutrissi a Quattro Salti in Padella al baretto sotto casa). In questo contesto tradizionale si è inserito un nuovo ospite: il cubotto edizione speciale contenente le quattro confezioni di Lego Heroica. Era stato rivestito di carta da regalo e etichettato come “Antibiotico, confezione risparmio” per depistare il destinatario.
Mio nipote (9 anni) ha gradito. I suoi cugini ventenni sbavavano senza ritegno. Uno mi ha confessato che il Natale più felice della sua vita è stato quello in cui gli è stato regalato un castello Lego con torre svettante. Nel raccontarlo gli tremava la voce dall’emozione. Suo fratello, a parziale risarcimento, ha ricevuto questa.
Il giorno dopo però il vincitore della confezione ha preteso di vagliare con attenzione il contenuto del regalo, non senza una certa diffidenza iniziale (“apriamo solo la prima scatola, così se mi fa schifo regalo le altre a qualcun altro”). Ci siamo quindi messi all’opera.







Il test è stato positivo. Heroica ci è piaciuto, anche se l’abbiamo giocato ovviamente nella sua forma più basica per impratichirci. “Fichissimo”, l’ha definito il fiero neoproprietario, che ha anche vinto la prima partita giocata. Sua sorella, definita “l’eroe più pigro del mondo”, si limitava a seguire i nostri omini evitando perigliosi combattimenti. Grazie dunque per averci dato l’opportunità di sperimentare questa nuova versione delle costruzioni più giustamente famose del mondo. Un’unica piccola critica: se in una confezione ci sono solo due eroi, possono partecipare solo due giocatori (almeno, per come abbiamo inteso noi le regole). Noi le avevamo tutte e quattro, quindi abbiamo immediatamente ovviato: giocare in tre è molto più divertente!

“Sembri la vignetta di Mafalda”, mi faceva notare la mia collega stamattina. Vero, verissimo. E non solo per i capelli, che pure di per sé giustificherebbero l’accostamento. Eppure stamattina non era partita male. Poi sono passata da scuola e ho avuto un colloquio poco edificante con una delle maestre di mia figlia. Cioè, neanche un colloquio. Piuttosto la negazione di ogni possibile colloquio passato, presente e futuro. Le amiche sagge, su Facebook, mi esortano a non prendermela e anzi a gioirne: nei colloqui con le maestre vince chi fugge. Se sono loro stesse a chiederlo, che voglio di più?