Leggo in rete il seguente status di Concita de Gregorio, che vale la pena di riportare.
E’ bastato leggere qualche post in giro per la rete per avere un’idea di quale potesse essere una manovra più giusta, semplice e gradita al popolo:
. Riduzione spese militari
. Riduzione spese e privilegi della politica
. Tagli ai vitalizi
. Patrimoniale una tantum per redditi sopra i 100mila euro
. Tassa del 10-15% sui capitali scudati
. Equilibrio dell’Irpef per le fasce più alte
. Eliminazione dei finanziamenti ai partiti
. Tracciabilità dei pagamenti sotto i 300euro
. Leggi pesanti per gli evasori
Tutte queste manovre avrebbero reso contento chiunque, a costo zero e (per la maggior parte) di lunga durata. Era così difficile? Magari bastava un giro in rete…
Concita de Gregorio
Obiezioni simili a queste si leggono un po’ ovunque, in rete. Tutto giusto, applausi. Ma credo che sia un po’ troppo facile adesso fare un’obiezione del genere, specialmente se negli ultimi venti anni si è stati impegnati in politica, in qualsivoglia modo. Certo che sono d’accordo. Posso anche aggiungere alla riduzione delle spese militari quelle per la sicurezza e per le misure, folli quanto sostanzialmente illogiche, di contrasto all’immigrazione clandestina. Manca da questo elenco l’ICI della Chiesa Cattolica e compagnia bella, che di diritto dovrebbero entrare in questo tipo di rivendicazioni.
Però corre l’obbligo di ricordare che l’Italia è finora sempre stata governata da governi democraticamente eletti. Governi che, anche quando avevano usato alcuni di questi temi in campagna elettorale (in forma molto, molto più soft), al dunque hanno sempre giudicato poco opportuno procedere in tal senso. La prudenza, il realismo, la stabilità, i tempi non sono maturi. Anzi, svariati governi precedenti (non solo uno, come erroneamente talora si legge) hanno costruito articolati quanto poco trasparenti accordi con lo stesso Gheddafi di cui ora si saluta con soddisfazione la dipartita (che anch’essa, come pure gli accordi e i relativi “risarcimenti”, è costata al nostro Paese cifre spropositate e irragionevoli).
Possiamo davvero seriamente dirci sorpresi che il governo Monti non abbia messo mano a quello che decenni di politica bipartisan non solo non hanno contrastato, ma hanno anzi pervicacemente costruito? Pensavamo che fosse arrivato il Messia, o cosa? Certo che nemmeno questa politica ci può bastare. Anche perché non è e non poteva essere sostanzialmente diversa da quella che ha caratterizzato la storia del nostro Paese da qualche decennio. Non mi piace neanche che si parli di moralizzazione, anche se non avere un presidente del consiglio in odore (intenso) di pedofilia non può che rallegrarci. Si tratta di darsi un tono di decenza, di porre un freno all’invedibile e all’indicibile. Poi sta a tutti noi cittadini capire se si può approfittare di questa, chiamiamola così, discontinuità per costruire una vera alternativa, dicendo chiaramente in faccia a chi ha preteso di rappresentarci che ci aspettiamo che faccia un passo indietro, chiunque sia. Ma il deus ex machina non possiamo proprio pretenderlo. Non dopo essere stati a guardare, magari osando persino riderci sopra, le sconsideratezze degli ultimi anni.



















